Giocata
maggio 6, 2012 3:00 p. CEST
Stadio Communale Friuli — Udine
Arbitro: P. Tagliavento
Spettatori: 19000
maggio 6, 2012 3:00 p. CEST
Stadio Communale Friuli — Udine
Arbitro: P. Tagliavento
Spettatori: 19000
Uomo Partita
Antonio Di Natale
Udinese
Udinese
Antonio Di Natale
Udinese
Udinese
Flop Partita
Juraj Kucka
Genoa
Genoa
Juraj Kucka
Genoa
Genoa
Udinese-Genoa 2-0: Di Natale-Floro Flores, grazie al Bologna è quasi-Champions!
I bianconeri, in superiorità numerica per 45 minuti, con la vittoria contro il Genoa sono riusciti a portarsi da soli al terzo posto in classifica a 90 minuti dal termine.
di Vincenzo Currò
L’Udinese aveva un compito: battere il Genoa, con un orecchio alle notizie provenienti da Bologna. La vittoria è arrivata e con essa le buone nuove dal”Renato Dall’Ara”. Grande felicità dunque per gli uomini di Guidolin, che adesso tornano ad essere i favoriti per la lotta al terzo posto. Di tutt’altro tipo l’atmosfera che si respira all’interno della squadra genoana. La sconfitta alimenta ulteriori tensioni e paure. Il discorso salvezza sarà concluso all’ultima giornata. Tre punti di vantaggio sul Lecce non sono sufficienti a garantire tranquillità. Inoltre, all’atto conclusivo, mancheranno Kucka e, soprattutto, Palacio. Non c’è di che star sereni, ma serve concentrazione e, possibilmente, un pizzico di ottimismo.
FORMAZIONI - Guidolin recupera Benatia e gli affida le chiavi della difesa. Sulla fascia sinistra Pasquale vince il ballottaggio con Armero, mentre in mezzo al campo Pereyra viene preferito ad Abdi e Fernandes. In appoggio a Di Natale ci sarà Fabbrini e non Torje, confinato in panchina. De Canio opta per una sola punta che sarà Palacio, mentre Gilardino rimane a guardare. Nel reparto arretrato viene rilanciato Roger Carvalho, che affiancherà Granqvist, mentre scala sull’esterno mancino Moretti. Titolare Belluschi a centrocampo, comincia tra le riserve invece Sculli. Non convocati per scelti tecnica Miguel Veloso e Zè Eduardo.
PARTITA - Il match comincia subito su buoni ritmi. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti e chi pensa che il Genoa faccia una partita d’attesa, almeno inizialmente, si sbaglia. Grande intensità dunque, ma nei primi dieci minuti non v’è traccia alcuna di occasioni da goal.
Il primo episodio degno di nota lo si ha all’11’, quando Basta da buona posizione spreca malamente. Il Genoa punta molto, come da prassi, su Palacio che lotta come un leone e mette dentro un paio di palloni che non trovano destinatario alcuno se non Handanovic. Latitano Jankovic e Kucka, che dovrebbero dare manforte all’argentino in avanti.
Attorno al quarto d’ora la difesa rossoblu inizia a commettere un paio di disattenzioni che rischiano di diventare fatali. Di Natale è però poco concreto. In particolare sono gli esterni a soffrire le incursioni degli uomini di Guidolin. Insomma, dopo un inizio in cui il match sembrava scorrere all’insegna dell’equilibrio, è l’Udinese a prendere il pallino del gioco.
Il Genoa si affida a sporadiche ripartenze, come al 24’quando Palacio se ne va in campo aperto e viene fermato solo da un fallo di Pereyra, che si becca un sacrosanto cartellino giallo. Per quanti sforzi facciano, i padroni di casa non riescono a sbloccare il risultato. Ci pensa così Kucka a risolvere i problemi alla squadra avversaria: al 30’ lo slovacco, pur ammonito, si rende protagonista di uno sciocco fallo da dietro che gli costa il secondo giallo e la conseguente espulsione.
Ed al danno si aggiunge la classica beffa quando, sulla punizione susseguente, Di Natale disegna una parabola a giro perfetta che va a gonfiare la rete: Frey parte però in ritardo. Di lì in poi l’Udinese prende il largo, sfiorando a più riprese la rete del raddoppio e rischiando una sola volta il pareggio degli avversari, con Palacio che non calcia però bene da buona posizione.
La partita sembra scorrere tranquillamente, ma è Tagliavento a smuoverla, con un episodio che farà discutere a lungo, allorchè decide di sventolare il rosso in faccia a Palacio, colpevole, a suo dire, di avergli rivolto delle offese. L’argentino tenta di far valere le proprie ragioni, affermando con forza che le sue parole erano rivolte a Moretti, tesi confermata anche dai compagni di squadra, e, a quanto pare, soprattutto da Guidolin. Tutto inutile e Palacio prende la via degli spogliatoi. Finisce dunque il primo tempo con l’Udinese in vantaggio per 1 a 0 e con due uomini in più sul campo.
Nella ripresa non si vede altro che l’Udinese attaccare ed il Genoa arroccato dietro, impossibilitato tra l’altro a poter far male anche solo in contropiede. Frey, dopo pochi minuti, manifesta ancora insicurezza su una conclusione di Asamoah dalla distanza, che gli scappa letteralmente dalle mani. Per fortuna sua e del Genoa, in quel momento, Basta, che si trova da quelle parti, è in fuorigioco. Lo stesso portierone francese si riscatta una decina di minuti dopo, con un bel colpo di reni su un’improvvisa conclusione di Floro Flores, subentrato a Fabbrini.
I minuti passano con l’Udinese costantemente in attacco e i liguri praticamente impotenti di fronte a tutto questo. Il raddoppio dei bianconeri è nell’aria e, dopo un goal annullato a Pazienza, ci pensa Floro Flores a realizzarlo. Per il resto, poco da raccontare, con i liguri che aspettano, con manifesta rassegnazione, il fischio finale.
CHIAVE - Le due espulsioni sono state decisive ai fini del risultato. Fino ad allora l’Udinese, pur padrona del campo, non era stata in grado di affondare il colpo. Impresa troppo improba cercare di resistere, per il Genoa, una volta rimasto in nove.
CHICCA - L’Udinese ha fatto due goal ma lo stadio”Friuli”è esploso per ben cinque volte. Difatti, prima ancora che per la rete di Di Natale, i tifosi di casa hanno fatto sentire il proprio boato al 17’del primo tempo. A scatenare tanta felicità il vantaggio del Bologna sul Napoli, firmato Diamanti. Segno che il pubblico ha fame di Champions. Una terza esultanza collettiva dei supporter locali si è sentita attorno al quarto d’ora della ripresa, quando Pazienza, sugli sviluppi di un calcio da fermo, ha messo in rete una palla di testa: goal però annullato. Quinta ed ultima esplosione di gioia, quando, dal”Dall’Ara”di Bologna, è giunta notizia del raddoppio dei felsinei, ad opera di Rubin. Giornata insomma di grandi emozioni ad Udine.
TATTICA - Entrambe le squadre sono partite con una sola punta in attacco. 3-5-1-1 per Guidolin e 4-5-1 per il Genoa. L’Udinese ha presto preso il largo, sfruttando soprattutto il gioco sugli esterni, molto dinamici ma, di tanto in tanto, imprecisi al momento di crossare. Quando poi è subentrata anche la superiorità numerica, divenuta duplice a fine primo tempo, è stato un gioco da ragazzi per i bianconeri amministrare il risultato. A quel punto De Canio, rimasto con due uomini in meno, non ha potuto far altro che affidarsi ad un anomalo ma obbligato 4-3-1, con Jankovic a fungere da punta.
MOVIOLA - Tagliavento è stato protagonista, in negativo, della partita. Aveva cominciato bene, usando un metro di giudizio equo nella distribuzione dei cartellini e nell’assegnazione dei falli. Giusto, tanto per fare un esempio concreto, il doppio giallo a Kucka. Tuttavia, nel momento in cui ha espulso Palacio, non dando fiducia alla punta che ha cercato di spiegare come le sue imprecazioni fossero rivolte al compagno di squadra, si è preso una bella responsabilità, peccando forse di presunzione. Il beneficio del dubbio è giusto concederlo, ma, a prescindere da questo, ci piacerebbe vedere che gli arbitri tirassero sempre fuori il rosso in queste occasioni, senza farsi condizionare dal prestigio del calciatore che si ha di fronte. Inoltre il goal annullato a Pazienza lascia parecchio perplessi, e qui viene tirato in ballo anche l’operato dell’assistente.
PROMOSSI&BOCCIATI - Kucka è stato, ahilui, il primo responsabile della sconfitta genoana. Compiere un fallo sciocco come quello che gli è costato il secondo giallo, pur sapendo di essere già ammoniti, è da premio oscar per l’ingenuità. Male anche Mesto, che conferma di essere in un precario stato di forma. Palacio fino al rosso aveva lottato parecchio, mentre Jankovic è stato visibilmente indolente. Tra i friulani Totò Di Natale, tanto per cambiare, ha lasciato impresso il proprio marchio sulla partita, e sicuramente positiva è stata la prestazione del giovane Pereyra, titolare a sorpresa e intraprendente come un veterano. Meglio Floro Flores di Fabbrini, ma va detto che il napoletano è entrato in una situazione di gioco meno complessa rispetto a quella dell’ex empolese.
FORMAZIONI - Guidolin recupera Benatia e gli affida le chiavi della difesa. Sulla fascia sinistra Pasquale vince il ballottaggio con Armero, mentre in mezzo al campo Pereyra viene preferito ad Abdi e Fernandes. In appoggio a Di Natale ci sarà Fabbrini e non Torje, confinato in panchina. De Canio opta per una sola punta che sarà Palacio, mentre Gilardino rimane a guardare. Nel reparto arretrato viene rilanciato Roger Carvalho, che affiancherà Granqvist, mentre scala sull’esterno mancino Moretti. Titolare Belluschi a centrocampo, comincia tra le riserve invece Sculli. Non convocati per scelti tecnica Miguel Veloso e Zè Eduardo.
PARTITA - Il match comincia subito su buoni ritmi. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti e chi pensa che il Genoa faccia una partita d’attesa, almeno inizialmente, si sbaglia. Grande intensità dunque, ma nei primi dieci minuti non v’è traccia alcuna di occasioni da goal.
Il primo episodio degno di nota lo si ha all’11’, quando Basta da buona posizione spreca malamente. Il Genoa punta molto, come da prassi, su Palacio che lotta come un leone e mette dentro un paio di palloni che non trovano destinatario alcuno se non Handanovic. Latitano Jankovic e Kucka, che dovrebbero dare manforte all’argentino in avanti.
Attorno al quarto d’ora la difesa rossoblu inizia a commettere un paio di disattenzioni che rischiano di diventare fatali. Di Natale è però poco concreto. In particolare sono gli esterni a soffrire le incursioni degli uomini di Guidolin. Insomma, dopo un inizio in cui il match sembrava scorrere all’insegna dell’equilibrio, è l’Udinese a prendere il pallino del gioco.
Il Genoa si affida a sporadiche ripartenze, come al 24’quando Palacio se ne va in campo aperto e viene fermato solo da un fallo di Pereyra, che si becca un sacrosanto cartellino giallo. Per quanti sforzi facciano, i padroni di casa non riescono a sbloccare il risultato. Ci pensa così Kucka a risolvere i problemi alla squadra avversaria: al 30’ lo slovacco, pur ammonito, si rende protagonista di uno sciocco fallo da dietro che gli costa il secondo giallo e la conseguente espulsione.
Ed al danno si aggiunge la classica beffa quando, sulla punizione susseguente, Di Natale disegna una parabola a giro perfetta che va a gonfiare la rete: Frey parte però in ritardo. Di lì in poi l’Udinese prende il largo, sfiorando a più riprese la rete del raddoppio e rischiando una sola volta il pareggio degli avversari, con Palacio che non calcia però bene da buona posizione.
La partita sembra scorrere tranquillamente, ma è Tagliavento a smuoverla, con un episodio che farà discutere a lungo, allorchè decide di sventolare il rosso in faccia a Palacio, colpevole, a suo dire, di avergli rivolto delle offese. L’argentino tenta di far valere le proprie ragioni, affermando con forza che le sue parole erano rivolte a Moretti, tesi confermata anche dai compagni di squadra, e, a quanto pare, soprattutto da Guidolin. Tutto inutile e Palacio prende la via degli spogliatoi. Finisce dunque il primo tempo con l’Udinese in vantaggio per 1 a 0 e con due uomini in più sul campo.
Nella ripresa non si vede altro che l’Udinese attaccare ed il Genoa arroccato dietro, impossibilitato tra l’altro a poter far male anche solo in contropiede. Frey, dopo pochi minuti, manifesta ancora insicurezza su una conclusione di Asamoah dalla distanza, che gli scappa letteralmente dalle mani. Per fortuna sua e del Genoa, in quel momento, Basta, che si trova da quelle parti, è in fuorigioco. Lo stesso portierone francese si riscatta una decina di minuti dopo, con un bel colpo di reni su un’improvvisa conclusione di Floro Flores, subentrato a Fabbrini.
I minuti passano con l’Udinese costantemente in attacco e i liguri praticamente impotenti di fronte a tutto questo. Il raddoppio dei bianconeri è nell’aria e, dopo un goal annullato a Pazienza, ci pensa Floro Flores a realizzarlo. Per il resto, poco da raccontare, con i liguri che aspettano, con manifesta rassegnazione, il fischio finale.
CHIAVE - Le due espulsioni sono state decisive ai fini del risultato. Fino ad allora l’Udinese, pur padrona del campo, non era stata in grado di affondare il colpo. Impresa troppo improba cercare di resistere, per il Genoa, una volta rimasto in nove.
CHICCA - L’Udinese ha fatto due goal ma lo stadio”Friuli”è esploso per ben cinque volte. Difatti, prima ancora che per la rete di Di Natale, i tifosi di casa hanno fatto sentire il proprio boato al 17’del primo tempo. A scatenare tanta felicità il vantaggio del Bologna sul Napoli, firmato Diamanti. Segno che il pubblico ha fame di Champions. Una terza esultanza collettiva dei supporter locali si è sentita attorno al quarto d’ora della ripresa, quando Pazienza, sugli sviluppi di un calcio da fermo, ha messo in rete una palla di testa: goal però annullato. Quinta ed ultima esplosione di gioia, quando, dal”Dall’Ara”di Bologna, è giunta notizia del raddoppio dei felsinei, ad opera di Rubin. Giornata insomma di grandi emozioni ad Udine.
TATTICA - Entrambe le squadre sono partite con una sola punta in attacco. 3-5-1-1 per Guidolin e 4-5-1 per il Genoa. L’Udinese ha presto preso il largo, sfruttando soprattutto il gioco sugli esterni, molto dinamici ma, di tanto in tanto, imprecisi al momento di crossare. Quando poi è subentrata anche la superiorità numerica, divenuta duplice a fine primo tempo, è stato un gioco da ragazzi per i bianconeri amministrare il risultato. A quel punto De Canio, rimasto con due uomini in meno, non ha potuto far altro che affidarsi ad un anomalo ma obbligato 4-3-1, con Jankovic a fungere da punta.
MOVIOLA - Tagliavento è stato protagonista, in negativo, della partita. Aveva cominciato bene, usando un metro di giudizio equo nella distribuzione dei cartellini e nell’assegnazione dei falli. Giusto, tanto per fare un esempio concreto, il doppio giallo a Kucka. Tuttavia, nel momento in cui ha espulso Palacio, non dando fiducia alla punta che ha cercato di spiegare come le sue imprecazioni fossero rivolte al compagno di squadra, si è preso una bella responsabilità, peccando forse di presunzione. Il beneficio del dubbio è giusto concederlo, ma, a prescindere da questo, ci piacerebbe vedere che gli arbitri tirassero sempre fuori il rosso in queste occasioni, senza farsi condizionare dal prestigio del calciatore che si ha di fronte. Inoltre il goal annullato a Pazienza lascia parecchio perplessi, e qui viene tirato in ballo anche l’operato dell’assistente.
PROMOSSI&BOCCIATI - Kucka è stato, ahilui, il primo responsabile della sconfitta genoana. Compiere un fallo sciocco come quello che gli è costato il secondo giallo, pur sapendo di essere già ammoniti, è da premio oscar per l’ingenuità. Male anche Mesto, che conferma di essere in un precario stato di forma. Palacio fino al rosso aveva lottato parecchio, mentre Jankovic è stato visibilmente indolente. Tra i friulani Totò Di Natale, tanto per cambiare, ha lasciato impresso il proprio marchio sulla partita, e sicuramente positiva è stata la prestazione del giovane Pereyra, titolare a sorpresa e intraprendente come un veterano. Meglio Floro Flores di Fabbrini, ma va detto che il napoletano è entrato in una situazione di gioco meno complessa rispetto a quella dell’ex empolese.
Goal
Autogoal
Rigore
Rigore fallito
Ammonito
Assist
Rigore parato
Rigore realizzato
Rigore sbagliato
Espulso per Doppia Ammonizione
Espulso
Sostituzione IN
Sostituzione OUT
Infortunato
Scelta di Goal.com
Top della Partita per Goal.com
Flop della Partita per Goal.com
Classifica Generale Top&Flop
Top della Partita per i Tifosi
Flop della Partita per i Tifosi
Risultati
Live
Finale
scheduled
Sospesa
Annullato
Rinviata
Notizie
Migliori Marcatori
| Giocatore | Goal | Rigori | |
|---|---|---|---|
|
|
Edinson Cavani Attaccante Napoli |
29 | 7 |
|
|
Antonio Di Natale Attaccante Udinese |
23 | 4 |
|
|
Pablo Daniel Osvaldo Attaccante Roma |
16 | 2 |
|
|
Stephan El Shaarawy Centrocampista Milan |
16 | 0 |
|
|
Germán Denis Attaccante Atalanta |
15 | 5 |

