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Giocata
febbraio 15, 2012 8:45 p. CET
Stadio Giuseppe Meazza — Milano
Arbitro: V. Kassai
Spettatori: 64462
febbraio 15, 2012 8:45 p. CET
Stadio Giuseppe Meazza — Milano
Arbitro: V. Kassai
Spettatori: 64462
Zlatan Ibrahimovic
Milan
Milan
Zlatan Ibrahimovic
Milan
Milan
Theo Walcott
Arsenal FC
Arsenal FC
Thomas Vermaelen
Arsenal FC
Arsenal FC
Milan-Arsenal 4-0: A San Siro esonda il fiume rossonero, tramortiti i Gunners
Scintillante prestazione dei rossoneri, che annichiliscono i londinesi con le reti di Boateng, Robinho (doppietta per il brasiliano) e Ibrahimovic su rigore.
di Andrea Cardinale
Getty Images
L’impresa è servita, il poker è servito. Il Milan strapazza l’Arsenal nell’incontro d’andata degli ottavi di Champions e prenota un posto ai quarti. Apre le marcature Boateng al 14’, segue la doppietta di Robinho rispettivamente al 38’ e 50’. Chiude i giochi Ibrahimovic su rigore al 78’. Gli uomini di Wenger non entrano mai in partita, per loro sarà dura ribaltare questo risultato.
FORMAZIONI – Come previsto nel Milan rientra Boateng che gioca da trequartista alle spalle del tandem formato da Ibrahimovic e Robinho (che Allegri ha preferito al posto del giovane ma in formissima El Shaarawy). In difesa accanto a Thiago Silva c'è Mexes mentre a sinistra in difesa Antonini vince il ballottaggio con l’ex leccese Mesbah. A centrocampo con gli inamovibili Nocerino e Van Bommel gioca Seedorf e non Emanuelson che si accomoda in tribuna. Sorprese grosse anche in casa Arsenal: rispetto alla vigilia il giovane Oxlade-Chamberlain è in panchina e al suo posto gioca Rosicky a sinistra con Walcott a destra e Ramsey al centro alle spalle di Van Persie. In difesa la novità è il rientro dal primo minuto di Gibbs, il quale dovrà dare spinta sul binario mancino. Dirige l’incontro l’ungherese Kassai.
PARTITA – Ci siamo: è l’ora della Champions League. E’ l’ora di Milan-Arsenal. Atmosfera dalle grandissime occasioni a San Siro. Il pienone (60.000 spettatori di cui 4.000 inglesi) nel giorno di Henry che torna a respirare l’aria della Champions: il francese, alla sua ultima apparizione prima del ritorno in America, inizierà dalla panchina. Dopo tre eliminazioni in fila ad opera delle squadre inglesi, il Milan deve assolutamente evitare il più beffardo dei poker ed accedere tra le migliori otto d’Europa.
I rossoneri sembrano aver ripreso tono in campionato dopo un momento buio, anche se l’Arsenal è cliente da non sottovalutare. Giovane e a volte incostante, molto talentuosa, quella di Wenger è comunque squadra da prendere con le molle. Prima del fischio d’inizio, una bella notizia per i rossoneri arriva da Parma dove la Juve è stata bloccata sullo 0-0 dai ragazzi di Donadoni. Con questo risultato i rossoneri restano al primo posto in campionato.
Si gioca in un fazzoletto in mediana: ritmo e confusione si confondono tra loro sulle ripartenze ambo le parti, anche se il primo sussulto lo firma Rosicky. Poi tocca a Seedorf dalla media distanza, il tutto nei primi 3’ di gioco, ma l’insidia è dietro l’angolo e a farne le spese è lo stesso fantasista del Milan bloccato da problemi muscolari. Dentro un altro olandese, è la volta di Emanuelson. Una sua incursione mette in difficoltà Szczesny, un segnale del goal che matura di minuti in minuti nonostante il lungo possesso palla avversario. Puntuale bussa alla porta al 14’ con un gioiello di Kevin Prince Boateng: controllo a seguire di petto, 11 metri, decentrato, destro con palla a scendere e rete sotto la traversa. Esecuzione di grande effetto, il Milan sblocca il risultato.
Il vantaggio è importantissimo per l’undici di Allegri che ha preso di petto la partita aggredendo l’Arsenal che stava cercando di addormentare la partita con il possesso palla; galvanizzato dal vantaggio il Milan sta gestendo bene con supremazia e incursioni veloci per cercare di incrementarlo. Scorre il tempo, è sempre organizzatissimo il Milan, sta chiudendo tutti gli spazi all’Arsenal che manovra e fa tanto possesso palla, faticando vistosamente a pungere in avanti.
E’ vero, i gunners non riescono a tessere delle trame offensive e commettono troppe leggerezze a livello difensivo, ma sono i rossoneri a mietere, falcidiare, opprimere le loro costruzioni di gioco con numerosi contropiedi tanto impetuosi quanto letali. Uno di questi permette a Ibrahimovic di involarsi sull’out di sinistra e dirigersi verso la porta, quando vede Robinho arrivare e gli serve un pallone d’oro che il brasiliano mette dentro di testa. Al 38’ il Milan è sul 2-0. Al 44’ di gioco Wenger corre ai ripari: problemi fisici per Koscielny che deve abbandonare la partita, al suo posto entra Djorou. Il tempo di comminare un giallo ad Antonini per una brutta entrata sull’estremo difensore ospite e Kassai manda tutti negli spogliatoi.
Squadre in campo per la ripresa, l’Arsenal con una novità: Henry, all’ultima con la maglia dei Gunners, sostituisce uno spento Walcott. Il copione resta lo stesso: al 50’ Ibrahimovic, caparbio nella difesa della palla tra le linee, serve in orizzontale Robinho, Song è in ritardo, il brasiliano sforna un destro dai 17 metri e insacca alla destra del portiere. E’ un Milan da Champions. Goal importantissimo per l’undici di Allegri che spezza subito le velleità dei Gunners, con il lusso di giocare ancora più sul velluto e controllare un risultato larghissimo e imprevedibile alla vigilia. Una mummia Wenger in panchina, incredulo e immobile davanti a una partita che si aspettava molto diversa.
Stando al risultato la partita sembra conclusa, ma il Milan si concede non poche distrazioni e Abbiati è costretto più volte a risolvere. Di fatto al 65’ è autore di un sontuoso miracolo su Van Persie che aveva trovato col destro l’angolino. Intanto standing ovation per Boateng al 69’: al suo posto entra Ambrosini, ora il Milan ha bisogno di coprirsi. Henry prova a lasciare il segno al match ma viene fermato da Thiago Silva, poi è il Milan a sprecare sugli sviluppi di un calcio. Il match si sta pian piano chiudendo, ma Djorou commette fallo in area su Ibrahimovic al 77’ e il calcio di rigore è inevitabile: è lo stesso svedese a siglare la rete del 4-0. Negli ultimi minuti, oltre a delle chance per l’Arsenal, c’è il tempo per buttare nella mischia di Pato, al rientro dallo stop per infortunio, poi arriva il triplice fischio finale. Il vecchio Milan annienta la giovane Arsenal e ipoteca l’accesso ai quarti con un 4-0 da brividi.
CHIAVE – Padronanza del centrocampo e ripartenze tramite contropiedi celeri e letali: il Milan travolge l’Arsenal sbloccando fin da subito il risultato e torna grande in Champions, concedendo poco spazio agli avversari.
CHICCA – Nella sua storia il Milan ha una tradizione agrodolce con le squadre inglesi: nei 32 match giocati sono 10 le vittorie, 11 i pareggi e 11 le sconfitte. In particolare negli ultimi anni per i rossoneri con le inglesi sono state sempre dolori: eliminato agli ottavi contro il Tottenham e sempre agli ottavi eliminato dai Gunners nel 2008. I Gunners hanno vinto tre delle ultime 12 gare in trasferta, compresa quella di Udine al Friuli in occasione del quarto turno preliminare di Champions, amaro per la squadra di Guidolin. Recita uno striscione enorme posto in curva: “Una città, due colori, sette coppe dei campioni”.
TATTICA – Connubio fortissimo quello tra Robinho e Ibrahimovic con Boateng pronto a spingere per le vie centrali. Gli uomini sulla fascia svolgono un ottimo lavoro di copertura ed accelerazione: i contropiedi fioccano ed hanno effetto. In casa Arsenal, Wenger opta per un reparto offensivo veloce sulle fasce e Ramsey al centro in funzione di ragionatore e spalla preziosa di Van Persie; nella ripresa Henry entra al posto di Walcott, giocando da prima punta con Van Persie alle sue spalle e Rosicky e Ramsey sulle corsie laterali.
MOVIOLA – In un primo tempo all’insegna della correttezza, la prima ammonizione arriva al 45’: Ibrahimovic pennella una palla splendida per Antonini che si scontra con Szcezsny in uscita. Impatto durissimo ma non sembra nulla di grave, per il laterale rossonero è inevitabile il giallo. Il secondo giallo è sempre di stampo Milan, quando al 62’ c’è una trattenuta prolungata di Mexes su Rosicky. Nell’episodio del calcio di rigore, giusta la decisione di Kassai poiché Djorou si disinteressa del pallone, bloccando Ibrahimovic. All’81' fallo su Arteta a forbice commesso da Ambrosini: ammonizione che farà saltare il match di ritorno al centrocampista pesarese.
PROMOSSI&BOCCIATI – Un Milan sublime. Non ci sono parole per descrivere il trionfo del Diavolo sui Gunners, comportando una seria ipoteca sui quarti di finale di Champions. Vanificata con una sensazione di un grande Milan con un’altrettanta prestazione sia al livello tattico, sia su quello agonistico. I grandi interpreti di un mercoledì da leoni sono tutti, dal primo all’ultimo, ma in particolar modo Boateng e Ibrahimovic sono da applausi. A seguire Robinho e Thiago Silva, di seguito tutti gli altri, senza dimenticare un Abbiati che non ha deluso nelle poche volte chiamato in causa. D’altro canto, l’Arsenal si imbatte nella peggior partita stagionale: Gunners assolutamente inefficaci a livello difensivo con il solo Van Persie che prova a ribellarsi alla furia rossonera.
FORMAZIONI – Come previsto nel Milan rientra Boateng che gioca da trequartista alle spalle del tandem formato da Ibrahimovic e Robinho (che Allegri ha preferito al posto del giovane ma in formissima El Shaarawy). In difesa accanto a Thiago Silva c'è Mexes mentre a sinistra in difesa Antonini vince il ballottaggio con l’ex leccese Mesbah. A centrocampo con gli inamovibili Nocerino e Van Bommel gioca Seedorf e non Emanuelson che si accomoda in tribuna. Sorprese grosse anche in casa Arsenal: rispetto alla vigilia il giovane Oxlade-Chamberlain è in panchina e al suo posto gioca Rosicky a sinistra con Walcott a destra e Ramsey al centro alle spalle di Van Persie. In difesa la novità è il rientro dal primo minuto di Gibbs, il quale dovrà dare spinta sul binario mancino. Dirige l’incontro l’ungherese Kassai.
PARTITA – Ci siamo: è l’ora della Champions League. E’ l’ora di Milan-Arsenal. Atmosfera dalle grandissime occasioni a San Siro. Il pienone (60.000 spettatori di cui 4.000 inglesi) nel giorno di Henry che torna a respirare l’aria della Champions: il francese, alla sua ultima apparizione prima del ritorno in America, inizierà dalla panchina. Dopo tre eliminazioni in fila ad opera delle squadre inglesi, il Milan deve assolutamente evitare il più beffardo dei poker ed accedere tra le migliori otto d’Europa.
I rossoneri sembrano aver ripreso tono in campionato dopo un momento buio, anche se l’Arsenal è cliente da non sottovalutare. Giovane e a volte incostante, molto talentuosa, quella di Wenger è comunque squadra da prendere con le molle. Prima del fischio d’inizio, una bella notizia per i rossoneri arriva da Parma dove la Juve è stata bloccata sullo 0-0 dai ragazzi di Donadoni. Con questo risultato i rossoneri restano al primo posto in campionato.
Si gioca in un fazzoletto in mediana: ritmo e confusione si confondono tra loro sulle ripartenze ambo le parti, anche se il primo sussulto lo firma Rosicky. Poi tocca a Seedorf dalla media distanza, il tutto nei primi 3’ di gioco, ma l’insidia è dietro l’angolo e a farne le spese è lo stesso fantasista del Milan bloccato da problemi muscolari. Dentro un altro olandese, è la volta di Emanuelson. Una sua incursione mette in difficoltà Szczesny, un segnale del goal che matura di minuti in minuti nonostante il lungo possesso palla avversario. Puntuale bussa alla porta al 14’ con un gioiello di Kevin Prince Boateng: controllo a seguire di petto, 11 metri, decentrato, destro con palla a scendere e rete sotto la traversa. Esecuzione di grande effetto, il Milan sblocca il risultato.
Il vantaggio è importantissimo per l’undici di Allegri che ha preso di petto la partita aggredendo l’Arsenal che stava cercando di addormentare la partita con il possesso palla; galvanizzato dal vantaggio il Milan sta gestendo bene con supremazia e incursioni veloci per cercare di incrementarlo. Scorre il tempo, è sempre organizzatissimo il Milan, sta chiudendo tutti gli spazi all’Arsenal che manovra e fa tanto possesso palla, faticando vistosamente a pungere in avanti.
E’ vero, i gunners non riescono a tessere delle trame offensive e commettono troppe leggerezze a livello difensivo, ma sono i rossoneri a mietere, falcidiare, opprimere le loro costruzioni di gioco con numerosi contropiedi tanto impetuosi quanto letali. Uno di questi permette a Ibrahimovic di involarsi sull’out di sinistra e dirigersi verso la porta, quando vede Robinho arrivare e gli serve un pallone d’oro che il brasiliano mette dentro di testa. Al 38’ il Milan è sul 2-0. Al 44’ di gioco Wenger corre ai ripari: problemi fisici per Koscielny che deve abbandonare la partita, al suo posto entra Djorou. Il tempo di comminare un giallo ad Antonini per una brutta entrata sull’estremo difensore ospite e Kassai manda tutti negli spogliatoi.
Squadre in campo per la ripresa, l’Arsenal con una novità: Henry, all’ultima con la maglia dei Gunners, sostituisce uno spento Walcott. Il copione resta lo stesso: al 50’ Ibrahimovic, caparbio nella difesa della palla tra le linee, serve in orizzontale Robinho, Song è in ritardo, il brasiliano sforna un destro dai 17 metri e insacca alla destra del portiere. E’ un Milan da Champions. Goal importantissimo per l’undici di Allegri che spezza subito le velleità dei Gunners, con il lusso di giocare ancora più sul velluto e controllare un risultato larghissimo e imprevedibile alla vigilia. Una mummia Wenger in panchina, incredulo e immobile davanti a una partita che si aspettava molto diversa.
Stando al risultato la partita sembra conclusa, ma il Milan si concede non poche distrazioni e Abbiati è costretto più volte a risolvere. Di fatto al 65’ è autore di un sontuoso miracolo su Van Persie che aveva trovato col destro l’angolino. Intanto standing ovation per Boateng al 69’: al suo posto entra Ambrosini, ora il Milan ha bisogno di coprirsi. Henry prova a lasciare il segno al match ma viene fermato da Thiago Silva, poi è il Milan a sprecare sugli sviluppi di un calcio. Il match si sta pian piano chiudendo, ma Djorou commette fallo in area su Ibrahimovic al 77’ e il calcio di rigore è inevitabile: è lo stesso svedese a siglare la rete del 4-0. Negli ultimi minuti, oltre a delle chance per l’Arsenal, c’è il tempo per buttare nella mischia di Pato, al rientro dallo stop per infortunio, poi arriva il triplice fischio finale. Il vecchio Milan annienta la giovane Arsenal e ipoteca l’accesso ai quarti con un 4-0 da brividi.
CHIAVE – Padronanza del centrocampo e ripartenze tramite contropiedi celeri e letali: il Milan travolge l’Arsenal sbloccando fin da subito il risultato e torna grande in Champions, concedendo poco spazio agli avversari.
CHICCA – Nella sua storia il Milan ha una tradizione agrodolce con le squadre inglesi: nei 32 match giocati sono 10 le vittorie, 11 i pareggi e 11 le sconfitte. In particolare negli ultimi anni per i rossoneri con le inglesi sono state sempre dolori: eliminato agli ottavi contro il Tottenham e sempre agli ottavi eliminato dai Gunners nel 2008. I Gunners hanno vinto tre delle ultime 12 gare in trasferta, compresa quella di Udine al Friuli in occasione del quarto turno preliminare di Champions, amaro per la squadra di Guidolin. Recita uno striscione enorme posto in curva: “Una città, due colori, sette coppe dei campioni”.
TATTICA – Connubio fortissimo quello tra Robinho e Ibrahimovic con Boateng pronto a spingere per le vie centrali. Gli uomini sulla fascia svolgono un ottimo lavoro di copertura ed accelerazione: i contropiedi fioccano ed hanno effetto. In casa Arsenal, Wenger opta per un reparto offensivo veloce sulle fasce e Ramsey al centro in funzione di ragionatore e spalla preziosa di Van Persie; nella ripresa Henry entra al posto di Walcott, giocando da prima punta con Van Persie alle sue spalle e Rosicky e Ramsey sulle corsie laterali.
MOVIOLA – In un primo tempo all’insegna della correttezza, la prima ammonizione arriva al 45’: Ibrahimovic pennella una palla splendida per Antonini che si scontra con Szcezsny in uscita. Impatto durissimo ma non sembra nulla di grave, per il laterale rossonero è inevitabile il giallo. Il secondo giallo è sempre di stampo Milan, quando al 62’ c’è una trattenuta prolungata di Mexes su Rosicky. Nell’episodio del calcio di rigore, giusta la decisione di Kassai poiché Djorou si disinteressa del pallone, bloccando Ibrahimovic. All’81' fallo su Arteta a forbice commesso da Ambrosini: ammonizione che farà saltare il match di ritorno al centrocampista pesarese.
PROMOSSI&BOCCIATI – Un Milan sublime. Non ci sono parole per descrivere il trionfo del Diavolo sui Gunners, comportando una seria ipoteca sui quarti di finale di Champions. Vanificata con una sensazione di un grande Milan con un’altrettanta prestazione sia al livello tattico, sia su quello agonistico. I grandi interpreti di un mercoledì da leoni sono tutti, dal primo all’ultimo, ma in particolar modo Boateng e Ibrahimovic sono da applausi. A seguire Robinho e Thiago Silva, di seguito tutti gli altri, senza dimenticare un Abbiati che non ha deluso nelle poche volte chiamato in causa. D’altro canto, l’Arsenal si imbatte nella peggior partita stagionale: Gunners assolutamente inefficaci a livello difensivo con il solo Van Persie che prova a ribellarsi alla furia rossonera.
Goal
Autogoal
Rigore
Rigore fallito
Ammonito
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Rigore parato
Rigore realizzato
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Espulso
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