Speciale Goal.com - La stella Van Persie, la leggenda Henry, il gioiello Chamberlain: guida all'Arsenal che sfiderà il Milan

Vi guidiamo alla scoperta dei Gunners, avversari dei rossoneri negli ottavi di Champions: il momento, i protagonisti, i punti di forza e quelli su cui dovrà puntare il Milan.

di Andrea Rosati

Theo Walcott, Robin van Persie, Alex Oxlade-Chamberlain, Arsenal
Getty Images
Ecco che ritorna la Champions League con la sua musichetta e le sue notti magiche, il brivido del dentro o fuori che finalmente prende il posto dei gironi all'taliana che - per quanto belli - non hanno la stessa carica di adrenalina e tensione, e non generano certo le stesse sensazioni. Milan-Arsenal trasuda di fascino e storia. Ma come stanno i Gunners?

Domani sera la banda di Arsène Wenger metterà piede sul prato del Meazza, andiamo a vedere chi saranno i protagonisti e in che condizioni arriveranno alla sfida.

IL MOMENTO

Dopo un periodo di deciso appannamento, l'Arsenal sembra essersi rimesso in carreggiata grazie alla sontuosa rimonta contro l'Aston Villa in FA Cup (0-2 al 45' e 3-2 al fischio finale), seguita poi dallo sfortunato pareggio esterno contro il Bolton e la triturazione totale del Blackburn Rovers, abbattuto con un sonoro 7-1 all'Emirates Stadium.

Il  weekend appena passato ha visto i Gunners agganciare il tanto sospirato quarto posto grazie alla vittoria in extremis ottenuta sull'ostico campo del Sunderland di Martin O'Neill, una delle compagini più in forma del campionato inglese.

Seppure non al meglio delle proprie potenzialità, i londinesi stanno man mano recuperando il loro stile di gioco fluido e iperoffensivo che è ormai un marchio di fabbrica sia in Inghilterra che in Europa; passato il periodaccio natalizio con i tanti infortuni e i tantissimi punti buttati per strada, il recupero dei vari Sagna, Gibbs e soprattutto Arteta ha ridato dinamismo e solidità ad una squadra a volte male organizzata e in continuo cambiamento.

EFFETTO TITI'

Il ritorno di Henry è stato in questo senso una vera manna dal cielo, non solamente per i goal pesantissimi messi a segno dall'attaccante francese ma soprattutto per l'impatto psicologico che l'ingaggio di una leggenda come Thierry ha avuto su uno spogliatoio giovane e troppo incline a pericolosi sbalzi d'umore e di fiducia.

Mercoledì a San Siro dovrebbe consumarsi l'ultimo atto del secondo periodo di Henry all'Arsenal, il condizionale è tuttavia d'obbligo perchè sia Wenger che l'attaccante sono stati molto schivi quando si è trattato di confermare ufficialmente la notizia.

Henry ovviamente non partirà titolare ma sarà piuttosto il jolly che Wenger potrebbe tirare fuori dal mazzo se necessario, chi saranno allora gli undici titolari? In porta ci sarà Wojcech Szczesny, colui che ad appena vent'anni pare avere finalmente risolto l'annoso problema portiere in casa Arsenal: finiti i tempi orribili di Almunia e Fabianski, ora Wenger ha trovato un portiere affidabile e molto promettente, di cui con ogni probabilità sentiremo parlare ancora molto in futuro.

COSI' A SAN SIRO

SZCZESNY

SAGNA

KOSCIELNY

VERMAELEN

COQUELIN
In difesa sono scontate le presenze di Bacary Sagna, di gran lunga il miglior terzino destro d'Inghilterra e tra i migliori d'Europa, e di Laurent Koscielny, stopper francese ormai divenuto un perno insostituibile della retroguardia londinese: passata una prima stagione tra alti e bassi, dall'estate scorsa in poi Koscielny è diventato il baluardo di una difesa che sta trovando automatismi ed affidabilità.

Sicuro titolare anche Thomas Vermaelen, stopper belga che da qualche settimana è costretto a fare il terzino sinistro viste le assenze di Andrè Santos e Kieran Gibbs; dato il recentissimo infortunio a Per Mertesacker, Wenger dovrà decidere se confermare Vermaelen a sinistra ed inserire Squillaci oppure spostare il belga nel cuore della difesa e promuovere titolare uno tra Gibbs e Coquelin. L'impressione è che Vermaelen farà coppia con Koscielny in mezzo alla difesa e Francis Coquelin, 20enne francese autentico factotum della squadra, coprirà la corsia di sinistra.


ROSICKY

SONG

ARTETA
Altro dubbio a centrocampo, dove al fianco dei titolarissimi Alex Song e Mikel Arteta si contendono una maglia il gallese Aaron Ramsey e l'esperto Tomas Rosicky, titolare nelle ultime uscite; la sensazione è che quest'ultimo conserverà il posto da titolare a discapito di Ramsey, apparso ultimamante stanco più mentalmente che fisicamente.

Vero però che il 21enne capitano del Galles ha dato il la alla rimonta dei Gunners sabato scorso, infilando il portiere avversario con una bella e fortunata conclusione dal limite dell'area: sarà sicuramente il dubbio più difficile da sciogliere per il manager dell'Arsenal.


WALCOTT

VAN PERSIE

OXLADE CHAMBERLAIN
In attacco dovrebbe essere confermato Theo Walcott, in ripresa dopo un inverno decisamente sotto la media ma inconcludente nella partita contro il Sunderland, e pure il giovanissimo Alex Oxlade-Chamberlain, una delle rivelazioni della stagione. L'esterno inglese, velocissimo e dotato di un piede destro molto interessante, ha sorpreso tutti per maturità e spedito in panchina il più navigato Arshavin; ad oggi l'ex giocatore del Southampton conta già quattro gol in stagione con appena dieci partite da titolare e potrebbe essere la novità della sfida di mercoledì sera.

Ha già debuttato con goal in Champions League e ha giocato da titolare partite delicate come lo scontro con il Manchester United, confezionando pure l'assist per il temporaneo pareggio dei Gunners, quindi i grandi palcoscenici non lo spaventano certo. Dato il recente tour de force, tuttavia, Wenger potrebbe decidere di puntare su Andrey Arshavin e concedere un turno di riposo al giovane inglese, titolare nelle ultime quattro partite dell'Arsenal.

Titolare indiscutibile sarà invece il capitano Robin van Persie, attaccante che quest'anno si è consacrato come uno dei migliori nel suo ruolo a livello mondiale: le sue statistiche parlano di 29 partite da titolare e 28 goal, capocannoniere in Premier con 22 reti in 25 giornate a cui aggiunge 4 reti in 6 partite di Champions. Inutile sottolineare che sarà lui l'uomo da tenere d'occhio per la retroguardia rossonera, anche se il suo essere allo stesso tempo un numero nove letale ed un numero dieci imprevedibile lo rende un cliente molto scomodo.

COME SI BATTE

Se il Milan vorrà tenere tranquillo l'Arsenal dovrà innanzitutto preoccuparsi di non lasciare respiro nè ad Arteta nè a Song, i due registi della squadra inglese: il primo, arrivato quest'estate dall'Everton, ha già preso in mano le redini della squadra e abbina geometrie precisissime ad una sorprendente efficacia in fase difensiva, esattamente come il collega di reparto camerunense, capace anch'egli d'imbastire azioni offensive efficaci - ha già prodotto sette assist quest'anno - e di fare da diga davanti alla difesa grazie ai suoi chili e centimetri.

Sarà importante inoltre raddoppiare sistematicamente sugli esterni, evitando ad ogni costo di abbandonare i terzini ad un pericoloso uno contro uno con Walcott e Chamberlain (o Arshavin). Guai a lasciare spazio e campo alla manovra dell'Arsenal, i cui giocatori offensivi amano fraseggiare in prossimità dell'area di rigore per colpire poi con un rapido uno-due o un inserimento laterale. Se il ritmo è basso, i Gunners perdono efficacia e diventano prevedibili ma se lasciati giocare prima o poi segnano - in genere anche più di un goal.

Per quel che riguarda la fase difensiva, invece, Ibrahimovic potrebbe tranquillamente farla da padrone tra Vermaelen e Koscielny, ma è necessario che sia supportato dagli inserimenti sia di Boateng (qualora giochi) sia della seconda punta che Allegri manderà in campo: per quanto lo svedese sia immarcabile fisicamente come tecnicamente, giocare tutta la partita due contro uno potrebbe rivelarsi impossibile anche per uno come lui.

Fondamentale sarà quindi l'apporto del secondo attaccante, che sia Pato, Robinho o El Sharaawy, nel farsi trovare pronto quando un centrale dell'Arsenal andrà in raddoppio su Ibra; se il Milan sarà bravo a colpire in profondità ed eludere la non sempre efficace trappola del fuorigioco applicata dalla difesa dei Gunners, allora i rossoneri potranno davvero fare male ai ragazzi di Wenger e prendere un vantaggio in vista del match di ritorno a Londra.


 
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