La contestazione Inter si allarga a Moratti ("Vergogna, game over"), ma Bedy non ci sta: "Vergogna non è per noi, ma per i disonesti, i ladri e i truffatori"

Clima teso in casa nerazzurra dopo il brutto tonfo interno col Novara. Organizzato tramite Facebook, spunta a sopresa un sit-in tutto al femminile sotto gli uffici della Saras.

di Filippo Pazienza

Massimo Moratti - Inter (Getty Images)
Getty Images
Pazza Inter...contestala! Come spesso accade, tutto quel che riguarda i nerazzurri - nel bene o nel male poco importa - è destinato a far discutere. L'ultima curiosità arriva dal centro di Milano, dove tre donne hanno inscenato un curioso sit-in di protesta sotto gli uffici del presidente Massimo Moratti.

Nata in mattinata tramite Facebook, ormai un must in occasioni del genere, alla contestazione hanno preso parte tre donne che hanno esposto uno striscione davanti a Palazzo Saras. Eloquente il testo, ovviamente influenzato dal clamoroso ko subito ieri dai nerazzurri in casa col Novara: "Vergogna, game over".

L'aria che tira attorno a Zanetti e compagni non è delle migliori. Reduce da appena 1 punto conquistato nelle ultime 4 gare di campionato, l'Inter ha fallito l'occasione di riportarsi sotto l'Udinese (battuta sabato dal Milan) e stasera rischia di vedersi sorpassare dalla Roma in caso di successo dei giallorossi a Siena. Il malcontento sale ed è ormai arrivato ai pian alti. Il tifo ha poca memoria: del Triplete non c'è traccia, ora traballa anche Moratti.

Ma questa contestazione non è affatto andata già alla sorella del patron nerazzurro Bedy. Che su Twitter ha così commentato l'accaduto: "Vergogna è una parola che non riguarda l'Inter. Vergogna è per i disonesti, i ladri, i truffatori. Non per noi. Forza Inter. Amala".


 
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