Petrachi è convinto: "Toro, cominciamo un campionato DIVERSO"

Il diesse granata è intervenuto ai microfoni di Tuttosport.

Rolando Bianchi - Torino (Grazia Neri)
Il Toro in equilibrio su una classifica corta che potrebbe garantire ancora i playoff. Ma attenzione anche allo spareggio salvezza. Sono, infatti, 4 i punti che mancano al Torino per agguantare la zona calda della possibile promozione in serie A, mentre 5 sono quelli che dividono i granata da un possibile spareggio nei play out. "Non mi fa paura nulla – chiosa Petrachi in esclusiva a Tuttosport -. E dobbiamo viaggiare alla giornata. Cominciamo ad affrontare l’AlbinoLeffe come se loro fossero primi. Se ci metteremo sempre tanto rispetto per gli avversari, tanta umiltà e voglia di far risultato dappertutto, allora si può anche fare molto bene". Il Toro è, però, ancora alla ricerca di un’identità precisa. "Da tre partite i segnali di miglioramento si sono visti: una vittoria con il Grosseto e 2 pareggi contro formazioni che hanno tutte più punti di noi – prosegue il ds granata -. A Empoli abbiamo giocato in 10 per quasi un tempo, con il Brescia per più di un tempo. Non avere perso è sintomo di grande positività. Di unità. Di coraggio. E’ indicativo come la squadra ha reagito alle difficoltà. Non si è mai smarrita. Per questo sono ottimista. Però, come tutti i bicchieri mezzo pieni o mezzo vuoti, ci può stare che qualcuno sia pessimista. Io credo che il Torino abbia compiuto grossi passi in avanti nella compattezza, nel carattere, nello spirito di sacrificio. E ciò dona forza e coraggio a tutti. Stiamo dimostrando che non molliamo mai. Sono segnali importanti. E’ il punto di partenza fondamentale su cui innestare ulteriori miglioramenti. Per iniziare a correre".

E per raggiungere i traguardi prefissati all’inizio della stagione. "Abbiamo iniziato a invertire la rotta, ora possiamo disputare un campionato diverso, trovando maggiore continuità – spiega Petrachi -. Ma psicologicamente è già scattata una molla importante. Ciò non significa che siamo arrivati da qualche parte". Per arrivarci manca, forse, il salto di qualità e il ds granata sulla questione è molto realista: "E’ evidente. I dettagli faranno la differenza, visto l’equilibrio che c’è. Noi commettiamo ancora qualche leggerezza di troppo, qualche disattenzione evitabilissima. E non penso solo a un reparto. Di certo lasciare la squadra in 10 significa compromettere la partita e penalizzare i compagni. Come dice l’allenatore, l’attenzione deve essere sempre altissima. Nei 90 minuti abbiamo ancora dei cali. Bisogna alzare il livello di guardia. Allenamenti compresi. Colantuono sta lavorando molto anche sulla testa dei ragazzi, non solo sugli aspetti fisici e tattici. E lo farà sempre di più. Se non commetteremo più certi errori, arriverà anche un nuovo salto di qualità".

La voglia di stupire tutti, soprattutto critici e tifosi, può diventare un aspetto psicologico da non sottovalutare. "Più che la voglia di stupire, penso alla voglia di guadagnare qualcosa. Cioè di raggiungere innanzi tutto il rispetto e la stima della gente. Ma mi sembra che ultimamente sia scattato qualcosa anche nella tifoseria, non solo in noi. I primi a soffrire sono loro. E loro possono deprimere o animare tutto l’ambiente". L’impresa, però, è ancora fattibile e la rimonta potrebbe non essere un’utopia. Petrachi appare fiducioso: "Io sono arrivato solo a fine dicembre, quindi non sarebbe giusto se mi mettessi a parlare di ciò che accadeva quando non lavoravo ancora nel Toro. Ma di sicuro questi ragazzi non faranno le comparse nelle prossime giornate. L’importante, oltre all’attenzione, è mantenere sempre grande umiltà. Anche perché il Lecce sta mostrando consapevolezza, forza, entusiasmo e grande continuità. E mi pare che i momenti peggiori li abbia già vissuti e risolti a inizio campionato. Ormai credo che potrebbe incontrare al massimo qualche battuta a vuoto. Per il resto, invece, può ancora succedere di tutto. Qualcuno calerà, qualcun altro salirà... E un po’ tutti se la giocheranno".

Toro incluso. "Sì, ma non voglio lanciare slogan sulla A che lasciano il tempo che trovano. E così la pensa anche Colantuono. Difatti siamo in grande sintonia. Così come sono felicissimo della serietà e della professionalità di Ferri, il nostro nuovo team manager. A noi adesso non servono proclami, ma sbagliare di meno e trovare maggiore fiducia. Più autostima. Vi faccio un esempio. A Bergamo mancherà Bianchi, cioè un giocatore fondamentale. Ma oltre che per Pià, soprattutto per Salgado e Arma, si apre fin dal primo allenamento la possibilità di mettersi in vetrina e agguantare finalmente un’occasione importante. E io ho grande fiducia in tutti e tre. Se fossi al loro posto, scalpiterei per meritare spazio. Sono certo che lo faranno. Nessuno ha il posto garantito. E questo è positivo. Colantuono è coraggioso, ha dato subito fiducia a D’Ambrosio, Garofalo, Pestrin... Anche Scaglia e Antonelli sono già pronti per dare un bel contributo. Non lo dico per creare rivalità, bensì per sottolineare che d’ora in poi tutti dovranno dare di più. Però aver trovato la mentalità giusta è già tanta roba".

Gaia Brunelli

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