Barusso ha 'ritrovato' la gioia e due obiettivi: La Serie A col Torino ("Possiamo ancora farcela") e... i Mondiali!

"Al Toro ho trovato le migliori condizioni per lavorare".

Serie A official ball 2009/10 (Getty Images)
Dopo alcune partite da “subentrato”, il centrocampista ghanese del Torino, Ahmed Barusso, si augura di debuttare contro la Salernitana vista l’assenza di Pestrin. "Non sono mica sicuro di giocare. Manca Pestrin, però anche Gorobsov è in forma - spiega Barusso in esclusiva a Tuttosport - E poi, aldilà di chi gioca, dobbiamo essere tutti carichi allo stesso modo e mettere in difficoltà il tecnico nelle scelte, perché tutti hanno voglia di diventare titolari. Io la penso così: il lavoro paga sempre. E al Toro ho trovato le migliori condizioni per lavorare. Questa è la mia grande occasione, la mia rivincita. Vorrei tanto restare l’anno prossimo perché mi spiacerebbe andare via da qui dove sto così bene, anche se ora è il caso di concentrarsi solo sul presente. Io al Toro voglio lasciare il segno. Non sempre mi è riuscito in carriera".

A Brescia, ad esempio, dove lo hanno lasciato andare via... "Dipende sempre dalle condizioni in cui uno si trova a lavorare - prosegue Barusso - se hai i compagni e l’allenatore che tirano fuori il meglio di te e ti aiutano, tutto è più facile. Al Brescia ho avuto qualche problema fisico e non ho più giocato: alla mia ex squadra auguro di disputare un buon torneo. Ma io ora penso solo al Toro. E sono felice anche quando sto in panchina".

L’obiettivo è solo uno: la serie A. "Possiamo ancora farcela, sarebbe un bel regalo: il mio sogno è poter dire 'tra i giocatori che hanno riportato il Toro in serie A c’ero anch’io'. Sarebbe fantastico: è come uno che vince la Champions con il Barcellona, no? La A è il nostro traguardo da raggiungere. Però sappiamo che non sarà facile: se andiamo in campo con la Salernitana pensando 'noi siamo il Torino e vinciamo sicuro', allora siamo fregati. Bisogna partire da questo principio: se dai tutto, ottieni risultati. E la gente se ne accorge. Possiamo ancora raddrizzare la stagione: avete visto il Sassuolo che ha perso nell’ultimo turno? I giochi non sono ancora fatti, però non abbiamo più tempo da perdere".

Il centrocampista ghanese elogia anche il gruppo... "Si respira un’atmosfera fantastica. Siamo tutti fratelli, c’è una grande energia. Mi trovo benissimo con ogni compagno, anche se quello con cui ho legato di più è Garofalo: non ci conoscevamo e invece ci intendiamo tantissimo. Qui è bello: senti la fiducia dal primo giorno, si pranza e si cena insieme, si lavora con il sorriso. E io sono cambiato. Ho commesso errori che ora non rifarei. Arrivavo in ritardo agli allenamenti, mi ponevo nella maniera sbagliata. Sto maturando, la testa fa la differenza. E non si finisce mai di imparare. Poi, se nessuno ti dà una mano diventa tutto più difficile, quando non stai bene nel gruppo non ti viene nemmeno voglia di allenarti. A Torino ho ritrovato questa gioia".

In Italia Barusso è arrivato a Manfredonia, in serie D, grazie a Frnaco Janich ai tempi ds del club pugliese: "Mi ha mandato... Abedi Pelé. Ero nella sua scuola calcio in Ghana: mi ha insegnato cosa significa avere fame di giocare, voglia di vincere. Mi ha insegnato a 'mangiare l’erba'. E’ stato un maestro e ogni tanto ci sentiamo. Nei giorni del Centenario è venuto a trovarmi a Rimini: ero in ospedale, per il grave infortunio alla gamba destra. E’ stato gentile, lo ringrazierò sempre".

Esordio con la Salernitana e magari anche un gol. "E’ un po’ che non segno. Sto ancora aspettando la prima rete con il Toro: io, quando ho spazio, ci provo anche da lontano. Il tiro potente è una dote naturale. Qualcuno dice che assomiglio a Essien, ma io voglio essere me stesso". Infine Barusso esprime il desiderio di andare ai Mondiali con il Ghana: "Io ci spero ancora".

Gaia Brunelli



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