Il calciomercato del Torino e di Petrachi riceve i complimenti da quello che 'era' il RE del mercato...

"Petrachi ha fatto un buon lavoro e ha avuto coraggio portando nomi sconosciuti, ma che possono dare nuovi impulsi".

Luciano Moggi
Petrachi va di moda. Mister costo zero vanta il record del maggior numero di operazioni fatte, a costo zero appunto, in un mercato di riparazione. Gianluca Petrachi con quei 21 movimenti compiuti per il Toro in un solo mese (12 in entrata, 9 in uscita) ha ribadito che l'intuizione avuta nel Pisa di due stagioni fa (470mila euro spesi per una squadra neopromossa che sfiorò la A ai playoff) può un modello innovativo. "Petrachi ha fatto un buon lavoro - sentenzia Luciano Moggi - e ha avuto coraggio portando nomi sconosciuti, ma che possono dare nuovi impulsi. Non è facile operare con zero euro, ma a gennaio questa è la regola. Anche se a giugno saranno sempre più i club che la applicheranno".

Adesso manca da superare la prova del campo in una piazza ambiziosa come quella di Torino. "E' una scalata senza soldi - riflette Moggi -, ma non penso che Cairo voglia disimpegnarsi". Petrachi ha appreso la tecnica del “costo zero” dai dirigenti incontrati sul suo percorso di giocatore, soprattutto Sogliano, Perinetti, Pieroni e Favalli, e poi l'ha modellata alla prima occasione con il Pisa, dopo aver chiuso la carriera di calciatore nel 2003. L'ernia inguinale mal operata durante l'esperienza al Nottingham Forest nel biennio 1999/2001 lo costrinse a reinventarsi. "Lui era fermo per infortunio a Perugia - ricorda un procuratore - e Alessandro Gaucci iniziò a coinvolgerlo nella visione dei provini visto che non poteva allenarsi. Gianluca aveva occhio e intuiva subito le potenzialità di un talento. Per esempio il Perugia non era convinto del cileno Cordova, ma lui fece capire che aveva stoffa e poteva essere un buon affare".

Dopo aver chiuso con il Pisa, rinunciando a un ottimo biennale per principio dopo che gli affiancarono Cinquini, Petrachi è rimasto fermo un anno e mezzo, quando poi è arrivato il Toro. "Da buon leccese si ispira a Pantaleo Corvino - spiegano gli amici - che è stato anche il suo primo direttore sportivo". Sposato con Manuela e papà di Ludovica, Petrachi era conosciuto a Lecce solo perché figlio di Bruno, celebre cantante folk salentino. L'ex tornante di Venezia, Ancona e Perugia ora ha recuperato, ma soprattutto lasciato la strada della musica al fratello Enzo. "E ha fatto bene - scherza Nedo Sonetti che l'ha allenato nel Toro e nella Cremonese - perché da ragazzo serio e intelligente è emerso nel calcio. Lui quando giocava aveva già delle idee in testa, ora le sta solo applicando".

Compresa quella della personale rivincita in granata. Passò alla storia per l'affare “metà Petrachi per il giovane Vieri” nel 1994 (rimettendoci pure 300 milioni di lire quando passò al fallimentare Palermo in prestito) e nei primi giorni del suo nuovo lavoro il ricordo è riaffiorato tra i tifosi. Ma è bastato la rivoluzione della squadra per cancellare tutto.

Gaia Brunelli
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