Così parlò Z...iliani - Juve, la Champions è un miracolo! Se Zac ce la fa, Santo Subito...

L'editoriale del noto giornalista Mediaset pubblicato su paoloziliani.it.

Alberto Zaccheroni (Getty Images)
Dopo aver firmato il contratto, aver risposto alle domande dei giornalisti in conferenza-stampa ed essersi seduto in panchina a vedere da vicino la Juventus di Ferrara pareggiare in casa 1-1 contro la Lazio, Alberto Zaccheroni ha esordito da allenatore vero, sia pure con 6 soli giorni di lavoro col gruppo, pareggiando 1-1 a Livorno. Un risultato che all'apparenza potrebbe far storcere il naso e che invece va archiviato con soddisfazione. Intanto perché a differenza di quanto aveva fatto la Juve nell'ultima trasferta in casa di una “piccola” come il Chievo (partita orrida, gioco inesistente, sconfitta per 1-0), la Juve di Zac non soltanto ha raccolto un punto, che è sempre meglio di niente, ma nel secondo tempo ha tenuto in mano con una certa autorità – almeno fino all'espulsione di Melo – le redini del gioco. E già questo va considerato un miracolo se è vero che non c'è stato avversario – a cominciare dal Bologna di Papadopulo e dal Livorno di Ruotolo – che sotto il profilo del gioco non abbia regolarmente messo sotto la sgangherata, sconclusionata banda-Ferrara. Come già abbiamo avuto modo di dire, poi, Zac ha accettato la “mission impossibile” di portare la Juve in Champions League (leggi: quarto posto finale per arrivare almeno a giocare il preliminare); e anche se il punto di Livorno è poca cosa, è incoraggiante – anzi: fondamentale - che sia stata avviata l'operazione “ricerca del gioco”. Col modulo abortito di Ferrara - con supervisione di Lippi - la Juve non sarebbe andata da nessuna parte e a grandi linee sarebbe finita al 10-11° posto. Con Zaccheroni, invece, almeno un tentativo serio sarà fatto. A Livorno la creatura ha emesso i primi vagiti: come diceva quello, se son rose, fioriranno.

Di certo, i primi a non aiutare Zaccheroni sono stati – guarda un po'! – i dirigenti della Juventus: che nella conferenza di presentazione, giovedì 28 gennaio, avrebbero dovuto dire a chiare lettere che la missione di portare la Juve alla qualificazione-Champions – missione di cui Zac si è coraggiosamente fatto carico - è disperata. E lo è per complicazioni sopravvenute, e danni arrecati, quando a muovere la giostra erano l'allenatore Ferrara e il presidente Blanc, e non certo Zaccheroni. Ricapitolando: per arrivare quarta, la Juve deve recuperare 3 punti al Palermo (2 + 1 per inferiorità negli scontri diretti) e 4 al Napoli (3 + 1: idem come sopra). Mentre scriviamo, il Napoli deve ancora giocare la partita con l'Udinese e in teoria potrebbe portare il vantaggio sulla Juventus a 5 punti (con un pareggio) o addirittura a 7 (con una vittoria). Il tutto senza tener conto del nugolo di squadre che approfittando del crollo verticale della Juve di Ferrara le sono arrivate alle calcagna: e cioè Sampdoria, Genoa, Bari, Fiorentina e Cagliari.

Se si vuole essere onesti nei confronti di Zaccheroni, occorre dire – e dirlo forte – che vedere la Juve al 4° posto a fine campionato sarebbe un miracolo: un miracolo con la M maiuscola. E anche Buffon e Del Piero, invece di gigioneggiare e di dire – uno ai microfoni, l'altro in rete - che si rifiutano di prendere in considerazione l'ipotesi di non qualificarsi all'Europa che conta, dovrebbero invece comportarsi seriamente: e dire che l'ipotesi di restare fuori dalla Champions è invece tremendamente concreta, e non certo per colpa di Zaccheroni; e che se il nuovo allenatore dovesse riuscire nell'impresa di centrare il traguardo, l'Italia juventina dovrebbe fargli un monumento. E ringraziarlo per il resto dei suoi giorni.

Per chi l'avesse dimenticato, nelle 15 partite che restano da giocare (7 in casa, 8 fuori casa) la Juventus dovrà affrontare in trasferta, in ordine di calendario, la Fiorentina, la Sampdoria, il Napoli, l'Inter e il Milan (oltre a Udinese, Catania e Bologna). Cinque partite difficilissime, che per la Juve allenata da Ferrara sarebbero state impossibili; cinque partite che da sole danno l'idea dell'estrema problematicità dell'obbiettivo-Champions. Ebbene: visto che i dirigenti sono riusciti nell'impresa di farlo sedere sulla panchina bianconera a mercato concluso, senza dargli la possibilità d'intervenire anche solo bloccando la cessione di Molinaro (uno che sulla fascia, pur nella sua modestia, sarebbe tornato estremamente utile), la speranza è che Zaccheroni recuperi al più presto alcuni giocatori indispensabili, Iaquinta e Marchisio su tutti. Dopodiché, l'assalto al 4° posto potrebbe anche riservare una piacevole sorpresa. Piacevole soprattutto per i dirigenti, che fuori dalla Champions avrebbero un danno secco (per mancati introiti e minor gettito degli sponsor) di 60-70 milioni.

Di sicuro, con Zaccheroni la Juve si è data la possibilità di provarci giocando. E anche se al momento le probabilità di arrivare in Champions non superano il 20 %, mentre quelle di qualificarsi all'Europa League sono almeno il 60 % (e quelle di finire fuori da tutto il 20 %), la speranza è l'ultima a morire. Certo, se Blanc e Bettega avessero consegnato la Juve a Zaccheroni dopo la debacle col Catania (1-2 a Torino), a fine 2009, con la possibilità di lavorare due settimane sul gruppo e di dare un paio di consigli di mercato, la situazione oggi sarebbe più rosea.

Andare in Champions sarà un'impresa. Ma se Zaccheroni ce la farà, bisognerà darsi da fare. E farlo santo subito.


Paolo Ziliani


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