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La Contropinione - Io sto con Ibra: anche senza Champions tra i più forti di sempre
Lo svedese, sino a questo momento, non è mai stato decisivo in Europa. Ma non è sufficiente per non considerarlo uno dei più grandi della storia.
di Flavio Sirna
Getty Images
Contro l'Arsenal Zlatan Ibrahimovic avrà l'ennesima possibilità di dimostrare di non essere solamente un giocatore da 'campionato', ma di poter trascinare la squadra anche in ambito internazionale. Il destino è dalla sua parte: non è da tutti poter avere così tante possibilità di essere protagonista in Europa, a maggior ragione con tre maglie diverse.
Ma una cosa è certa: anche se Zlatan dovesse fallire ancora una volta in Champions League, non sarebbe giusto considerarlo un giocatore 'limitato' e non paragonarlo ai più grandi della storia del calcio. Pensateci bene: mettendo da parte Messi e Maradona (e probabilmente anche il Ronaldo del Barcellona e dei primi due anni all'Inter) nessun atleta nella storia del calcio è mai risultato così decisivo per le sorti della propria squadra.
Non si fa altro che ripetere (come accadeva già ai tempi dell'Inter) come Ibra accentri su di sè tutte le attenzioni, che nessuno dei compagni riesce ad emergere giocando insieme a lui, che le sua squadre siano poco divertenti. Ma è proprio questa la sua forza.
Manderà pure a quel paese i suoi compagni quando sbagliano un passaggio, risulterà antipatico agli avversari per il modo spesso irridente di affrontarli, dovrebbe evitare i colpi di testa che gli costano spesso qualche giornata di squalifica... ma siamo di fronte ad un giocatore che rappresenta un meraviglioso mix di tecnica, forza fisica e imprevedibilità.
Non è esagerato affermare che sia l'Inter di Mancini e Mourinho che il Milan di Allegri non avrebbero certo ottenuto i successi dei quali possono fregiarsi in bacheca se non ci fosse stato lo svedese. Che, dal canto suo, non si è mai lamentato di non aver avuto a disposizione delle squadre effettivamente competitive per la vittoria finale in Champions League.
Barcellona a parte, sia la sua Inter che il suo Milan non potevano certo essere considerate delle compagini in gradi di competere con le squadre spagnole o inglesi. Una domanda sorge spontanea: quanto avrebbero reso Messi e Cristiano Ronaldo al suo posto con le formazioni sopra citate?
Forse non vincerà mai la Champions League, continuerà a risultare meno incisivo di Cristiano Ronaldo o Messi, finirà la carriera senza aver vinto qualcosa di importante a livello europeo (anche perchè la sua nazionale, la Svezia, non gli ha mai messo a disposizione una squadra competitiva). Ma, almeno secondo chi scrive, non è irriguardoso nei confronti di nessuno affermare che ci troviamo di fronte ad uno dei primi cinque giocatori della storia della palla rotonda...
Ma una cosa è certa: anche se Zlatan dovesse fallire ancora una volta in Champions League, non sarebbe giusto considerarlo un giocatore 'limitato' e non paragonarlo ai più grandi della storia del calcio. Pensateci bene: mettendo da parte Messi e Maradona (e probabilmente anche il Ronaldo del Barcellona e dei primi due anni all'Inter) nessun atleta nella storia del calcio è mai risultato così decisivo per le sorti della propria squadra.
Non si fa altro che ripetere (come accadeva già ai tempi dell'Inter) come Ibra accentri su di sè tutte le attenzioni, che nessuno dei compagni riesce ad emergere giocando insieme a lui, che le sua squadre siano poco divertenti. Ma è proprio questa la sua forza.
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Anni fa consideravo la Champions il mio primo obiettivo, era diventato qualcosa di gigante da conquistare. Ora non più... - Zlatan Ibrahimovic
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Manderà pure a quel paese i suoi compagni quando sbagliano un passaggio, risulterà antipatico agli avversari per il modo spesso irridente di affrontarli, dovrebbe evitare i colpi di testa che gli costano spesso qualche giornata di squalifica... ma siamo di fronte ad un giocatore che rappresenta un meraviglioso mix di tecnica, forza fisica e imprevedibilità.
Non è esagerato affermare che sia l'Inter di Mancini e Mourinho che il Milan di Allegri non avrebbero certo ottenuto i successi dei quali possono fregiarsi in bacheca se non ci fosse stato lo svedese. Che, dal canto suo, non si è mai lamentato di non aver avuto a disposizione delle squadre effettivamente competitive per la vittoria finale in Champions League.
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Forse non vincerà mai la Champions League, continuerà a risultare meno incisivo di Cristiano Ronaldo o Messi, finirà la carriera senza aver vinto qualcosa di importante a livello europeo (anche perchè la sua nazionale, la Svezia, non gli ha mai messo a disposizione una squadra competitiva). Ma, almeno secondo chi scrive, non è irriguardoso nei confronti di nessuno affermare che ci troviamo di fronte ad uno dei primi cinque giocatori della storia della palla rotonda...
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