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Editoriale - Addio agli eroi del Triplete, fiducia a Ranocchia&co e un attacco nuovo di zecca: i cardini della rivoluzione Inter
Moratti ha dettato le linee guida del nuovo corso nerazzurro: facciamo chiarezza su chi lascerà la truppa a fine anno e chi potrà dare ancora qualcosa.
di Sergio Stanco
Getty Images
“Torneremo a vincere… coi giovani”. Con queste poche parole Moratti ha riassunto le strategie Inter dei prossimi anni, dando una chiarissima indicazione su quella che sarà la politica a lungo, ma anche a breve termine. Per una delle squadre con l’età media più alta in Italia e in Europa, un’affermazione così decisa da parte del Presidente deve aver svegliato parecchi nerazzurri dal letargo in cui erano caduti.
Di giovani dalle parti di Appiano Gentie, infatti, non è che se ne vedano tanti e, dunque, se si comincia a parlare di “rivoluzione estiva”, probabilmente non ci si allontana di molto da quello che sarà il copione di fine stagione. Molti quelli destinati a salutare, perché se è vero che nel calcio non esiste riconoscenza, è pur vero che, forse, all’Inter, ne hanno avuta anche troppa.
Julio Cesar: anni 33. Castellazzi: anni 37. Orlandoni: anni 40. L’anagrafe non mente, il rinnovamento nerazzurro deve cominciare dal portiere. Intendiamoci, Julio Cesar nella difficile stagione interista non ha particolai responsabilità, non più di tutti gli altri suoi compagni e, anzi, forse qualcuna meno. Qualche pezza, infatti, ha continuato a metterla e, probabilmente, continuerà a farlo anche nella seconda parte. Però, è innegabile che anche lui dia la sensazione di essere appesantito, forse svuotato, di certo meno reattivo.
Possibile che non sia solo una questione d’età, sicuramente i problemi fisici hanno inciso, e un po’ di scoraggiamento è anche umano quando ti arrivano avversari da tutte le parti, ma se proprio bisogna dare il via ad una rivoluzione, tanto vale cominciare dalle basi. La curiosità è che, nel caso, la dirigenza dovrà tentare di recuperare Viviano, ora in compartecipazione col Palermo, che ha acuistato la metà dal Genoa per 5 milioni…
Addio sicuro a Chivu (32) e Cordoba (36), Lucio e Samuel (34 entrambi), restano in dubbio. Maicon (31) dovrebbe essere lasciato libero di rincorrere l’ultimo (ricco) contratto della carriera.
La difesa, però, è forse il reparto in cui la società si è portata più avanti: Juan (21 anni) e Ranocchia (25), possono costituire la coppia centrale del futuro, anche se probabilmente devono ancora essere seguiti da una chioccia (più Samuel che Lucio, o comunque un nuovo acquisto di esperienza). Anche Faraoni (21) ha già dimostrato ottime qualità ed ampi margini di miglioramento, ma è uno su cui si può puntare.
Come Nagatomo (26), che il suo l’ha sempre fatto e può garantire un apporto di quantità e un discreto livello di qualità ancora per diversi anni. Anche in questo caso, però, non mancano i rimpianti: ma quel Santon sbolognato in tutta fretta al Newcastle non poteva rappresentare un perno sul quale costruire l’Inter del futuro? In ogni caso, per rimpiazzare la vecchia guardia, serviranno almeno altri due-tre innesti di levatura…
A proposito di vecchia guardia: che fare con Zanetti (39) e Cambiasso (32)? Probabilmente il Capitano resterà a fare da esempio, uomo spogliatoio, dando comunque il suo contributo quando chiamato in causa (cosa che non ha mai mancato di fare anche quest’anno, essendo sempre tra i più positivi e l’ultimo a mollare come sempre). Più dubbi aleggiano attorno alla figura di Esteban, il cui apporto è in fase calante da diverso tempo a questa parte.
Senza Thiago Motta, poi, sono usciti anche i limiti tecnico-tattici di un giocatore che ha bisogno di essere al top per garantire tanta quantità, ma che forse non riesce più a dare ritmo e qualità al gioco. Idem, con l’aggravante di frequenti problemi fisici, per Deki Stankovic (34). Per Snejider, viceversa, non è un problema fisico, almeno non solo, ma più che altro una questione psicologica e di motivazioni.
Si ripartirà da Guarin (26) e da Palombo (31), che pur giovanissimo non è ma è appena arrivato, sperando che da qui a fine anno i giovani Alvarez (24), Obi (21) e Coutinho (20), tirino fuori maggiore personalità di quella mostrata finora. Su Poli (23), invece, nessun dubbio, si ripartirà da lui. Un po’ pochino, però, e forse la mediana è la zona in cui la dirigenza avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente e, invece, ha continuato a rimandare affidandosi ai suoi totem. Forse esagerando nella fiducia, come detto.
Dando per scontato l’addio a Zarate (25), e probabile quello a Forlan (33) a meno di un finale di stagione da Mondiale, restano i soliti noti Pazzini (28) e Milito (33), più l’oggetto misterioso Castaignos (20). Un po’ scarno e leggero come attacco di una squadra che vuole tornare a vincere, ancor di più se – come pare di percepire – anche il Principe dovesse dire addio qualora arrivassero offerte interessanti (non solo alla società, ma piuttosto a lui…).
Dunque, anche se si dovesse decidere di investire sui giovani, Moratti dovrà comunque chiarire sul livello dei ragazzi che intende portare a San Siro. “Giovani con vittorie alle spalle”, ha detto il Presidente. Dunque di chi parliamo? Perché se intendiamo altri Castaignos, il progetto (in questo caso sì – Presidente – progetto) sarà a lungo (lunghissimo e forse infinito) termine.
Se, viceversa, ragioniamo sui Walcott (23), Higuain (25) o Hazard (21), allora è un’altra cosa. Ma il discorso, a questo punto, sarebbe un altro: Moratti è pronto a mettere sul piatto 40 milioni a testa per comprarli? Perché - caro Presidente – i “giovani esperti”, mica li regalano e un’Inter così – Viviano; Faraoni, Juan, Ranocchia, Nagatomo; Poli, Guarin; Alvarez, Coutinho, Castaignos; Pazzini – sarà anche giovane ed intrigante, ma vincente mai nella vita…
Di giovani dalle parti di Appiano Gentie, infatti, non è che se ne vedano tanti e, dunque, se si comincia a parlare di “rivoluzione estiva”, probabilmente non ci si allontana di molto da quello che sarà il copione di fine stagione. Molti quelli destinati a salutare, perché se è vero che nel calcio non esiste riconoscenza, è pur vero che, forse, all’Inter, ne hanno avuta anche troppa.
| REFRESH DALLE BASI |

Julio Cesar: anni 33. Castellazzi: anni 37. Orlandoni: anni 40. L’anagrafe non mente, il rinnovamento nerazzurro deve cominciare dal portiere. Intendiamoci, Julio Cesar nella difficile stagione interista non ha particolai responsabilità, non più di tutti gli altri suoi compagni e, anzi, forse qualcuna meno. Qualche pezza, infatti, ha continuato a metterla e, probabilmente, continuerà a farlo anche nella seconda parte. Però, è innegabile che anche lui dia la sensazione di essere appesantito, forse svuotato, di certo meno reattivo.
Possibile che non sia solo una questione d’età, sicuramente i problemi fisici hanno inciso, e un po’ di scoraggiamento è anche umano quando ti arrivano avversari da tutte le parti, ma se proprio bisogna dare il via ad una rivoluzione, tanto vale cominciare dalle basi. La curiosità è che, nel caso, la dirigenza dovrà tentare di recuperare Viviano, ora in compartecipazione col Palermo, che ha acuistato la metà dal Genoa per 5 milioni…
| C'ERA UNA VOLTA IL MURO |

Addio sicuro a Chivu (32) e Cordoba (36), Lucio e Samuel (34 entrambi), restano in dubbio. Maicon (31) dovrebbe essere lasciato libero di rincorrere l’ultimo (ricco) contratto della carriera.
La difesa, però, è forse il reparto in cui la società si è portata più avanti: Juan (21 anni) e Ranocchia (25), possono costituire la coppia centrale del futuro, anche se probabilmente devono ancora essere seguiti da una chioccia (più Samuel che Lucio, o comunque un nuovo acquisto di esperienza). Anche Faraoni (21) ha già dimostrato ottime qualità ed ampi margini di miglioramento, ma è uno su cui si può puntare.
Come Nagatomo (26), che il suo l’ha sempre fatto e può garantire un apporto di quantità e un discreto livello di qualità ancora per diversi anni. Anche in questo caso, però, non mancano i rimpianti: ma quel Santon sbolognato in tutta fretta al Newcastle non poteva rappresentare un perno sul quale costruire l’Inter del futuro? In ogni caso, per rimpiazzare la vecchia guardia, serviranno almeno altri due-tre innesti di levatura…
| IL CAPITANO E I SUOI RAGAZZI |

A proposito di vecchia guardia: che fare con Zanetti (39) e Cambiasso (32)? Probabilmente il Capitano resterà a fare da esempio, uomo spogliatoio, dando comunque il suo contributo quando chiamato in causa (cosa che non ha mai mancato di fare anche quest’anno, essendo sempre tra i più positivi e l’ultimo a mollare come sempre). Più dubbi aleggiano attorno alla figura di Esteban, il cui apporto è in fase calante da diverso tempo a questa parte.
Senza Thiago Motta, poi, sono usciti anche i limiti tecnico-tattici di un giocatore che ha bisogno di essere al top per garantire tanta quantità, ma che forse non riesce più a dare ritmo e qualità al gioco. Idem, con l’aggravante di frequenti problemi fisici, per Deki Stankovic (34). Per Snejider, viceversa, non è un problema fisico, almeno non solo, ma più che altro una questione psicologica e di motivazioni.
Si ripartirà da Guarin (26) e da Palombo (31), che pur giovanissimo non è ma è appena arrivato, sperando che da qui a fine anno i giovani Alvarez (24), Obi (21) e Coutinho (20), tirino fuori maggiore personalità di quella mostrata finora. Su Poli (23), invece, nessun dubbio, si ripartirà da lui. Un po’ pochino, però, e forse la mediana è la zona in cui la dirigenza avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente e, invece, ha continuato a rimandare affidandosi ai suoi totem. Forse esagerando nella fiducia, come detto.
| FRECCE STANCHE |

Dando per scontato l’addio a Zarate (25), e probabile quello a Forlan (33) a meno di un finale di stagione da Mondiale, restano i soliti noti Pazzini (28) e Milito (33), più l’oggetto misterioso Castaignos (20). Un po’ scarno e leggero come attacco di una squadra che vuole tornare a vincere, ancor di più se – come pare di percepire – anche il Principe dovesse dire addio qualora arrivassero offerte interessanti (non solo alla società, ma piuttosto a lui…).
Dunque, anche se si dovesse decidere di investire sui giovani, Moratti dovrà comunque chiarire sul livello dei ragazzi che intende portare a San Siro. “Giovani con vittorie alle spalle”, ha detto il Presidente. Dunque di chi parliamo? Perché se intendiamo altri Castaignos, il progetto (in questo caso sì – Presidente – progetto) sarà a lungo (lunghissimo e forse infinito) termine.
Se, viceversa, ragioniamo sui Walcott (23), Higuain (25) o Hazard (21), allora è un’altra cosa. Ma il discorso, a questo punto, sarebbe un altro: Moratti è pronto a mettere sul piatto 40 milioni a testa per comprarli? Perché - caro Presidente – i “giovani esperti”, mica li regalano e un’Inter così – Viviano; Faraoni, Juan, Ranocchia, Nagatomo; Poli, Guarin; Alvarez, Coutinho, Castaignos; Pazzini – sarà anche giovane ed intrigante, ma vincente mai nella vita…
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