Contro il Lecce, ancora una volta, i biancocelesti fanno i conti con infortuni e defezioni. Un problema che andava 'previsto' a gennaio, con un mercato ad hoc.
Una Lazio rattoppata in ogni ruolo impatta contro il peggior Lecce dell'ultimo periodoAncora una volta, l'ennesima. Per il secondo anno di fila la Lazio butta via punti fondamentali per l'approdo in Champions League pareggiando contro il Lecce meno brillante del periodo. Trovare colpevoli in campo e in panchina però, è veramente difficile.
Giocatori che escono infortunati, squadra titolare ricca di riserve a causa dei precedenti infortuni, Reja costretto a cambiare modulo tre volte perché in panchina mancano giocatori di ruolo. Non ci stupiremmo se mercoledì a Novara ci ritrovassimo con Bizzarri in attacco: tira di qua, tira di là, la coperta è corta, stretta, copri il mento e rimangono fuori i piedi. Cosa ne pensano i signori Claudio Lotito e Igli Tare?
Ma facciamo un piccolo passo indietro. Stiramento di primo grado: tempi “standard” di recupero equivalenti a meno di un mese, Klose e Lulic ne passano in infermeria almeno tre e a stabilire le tabelle del rientro è il professor Mueller-Wohlfahrt, medico della nazionale tedesca. Normalmente in una società seria ci sarebbe il parere del proprio medico sociale.
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Se al match casalingo contro i salentini aggiungiamo le squalifiche di Mauri e Kozak, l'età di Rocchi, il presunto talento di Emiliano Alfaro, la “fantasmite” di Hernanes e la vecchia cessione di Cissé, ecco pronti tutti gli ingredienti dell'ennesimo spreco di punti Champions. Lazio spuntatissima, debole sulle fasce dove agiscono Scaloni e Garrido, evanescente davanti dove Rocchi non riesce a tenere un pallone che sia basso o alto.
Ci pensa allora il professore Francelino Matuzalem che passa oltre un'ora a sradicare palloni e impostare il gioco come ai bei tempi che furono. Dopo l'ora di lezione, il professore decide addirittura di andare a segnare, con un imperioso stacco di testa che porta avanti una Lazio virtualmente a più cinque sugli inseguitori friulani. Festeggiamenti e gioia, ma Matuzalem chiede il cambio: si è stirato mentre segnava...
La coperta ovunque la tiri è corta, ti copri da una parte e ti scopri dall'altra.Nel freddo di gennaio nessuno in società ha pensato che questa situazione potesse accadere, ripetendo lo stesso errore della scorsa stagione. In un aprile abbastanza gelido come questo, ci vuole poco per ammalarsi fino al termine della stagione: ok, “ma siamo ancora terzi”...


