L'errore commesso da Gigi Buffon ha riaperto un campionato che sembrava ormai saldamente in mano alla Juventus.
Il pareggio in casa della Juventus contro il Lecce ha mille sfaccettature e può essere letto in tantissimi modi. L’analisi più superficiale porta ad attribuirlo alla sfiga: un rimbalzo sbagliato, un controllo difettoso, una disattenzione inattesa e improvvida, l’errore umano di un campione sovrumano per professionalità e dedizione alla causa. Che ci sta, per carità: alla fine, la squadra di Cosmi ha portato in Salento un punticino senza praticamente mai tirare in porta.Dunque, tutto quanto detto ha una sua logica, ma forse non è spiega completamente quanto accaduto. Fin dall’avvio, i ragazzi di Conte sono sembrati meno affamati del solito, è mancato il pressing feroce, l’approccio bulimico verso il pallone, quell’indomita voglia di togliere il respiro all’avversario. Nonostante questo, le occasioni per chiudere la gara ci sono state: due di Vidal, soprattutto.
E qui, probabilmente, sta l’errore più grande: perché quello di Buffon è più evidente, ma una squadra che vuole vincere lo scudetto ed è a +4 sulla rivale, che contemporaneamente vince, non può e non deve arrivare all’86’ sull’1-0 in casa, contro un Lecce in 10. A quel punto, la gara deve essere blindata e il pasticcio di Gigi diventa solo un alibi, col rischio di trasformarsi in boomerang.
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Insomma, il dubbio è che in vista dell’arrivo alla Juve possa essere venuto il braccino. O, se preferite, il piedino tremolante, come quello di Buffon mentre cercava di controllare il pallone sull’arrivo di Bertolacci. Lo stesso che è andato molle sul contrasto. Si noti bene, è solo un’impressione dettata da sensazioni vissute dal vivo, in quello Juventus Stadium diviso tra entusiasmo per l’impresa e timore dell’implosione. E, ci teniamo a precisare, non è una speranza perché, alla fine, se davvero lo scudetto dovesse colorarsi di bianconero, sarebbe nel complesso meritato. Non sarebbe come l’inarrivabile cavalcata del Verona – accostamento quanto meno ardito quello di Conte – ma comunque una lieta sorpresa e una ventata di “novità”.
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E' successo l'imponderabile! L'errore di un portiere come Gigi Buffon contro un avversario rimasto in 10 uomini. - Antonio Conte
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Una nota neanche troppo a margine: curioso che l’errore che mette a repentaglio una stagione sia arrivato proprio dal campionissimo dal quale non te l’aspetti. Insomma- con tutto il rispetto - da gente come Bonucci, De Ceglie, Giaccherini o Padoin, puoi anche metterlo in preventivo, ma da uno con la forza mentale di Gigi, decisamente meno. Ed è questo, forse, l’elemento più preoccupante per Conte, perché se sono proprio quelli abituati a vincere ad accusare la tensione, allora il lavoro psicologico deve essere fine e calibrato. Perché quello non è stato un eccesso di confidenza, ma più che altro un picco di nervosismo.
Nulla che non si possa superare, intendiamoci, soprattutto con l’appoggio del proprio pubblico – stupendo e doveroso l’applauso che i tifosi bianconeri hanno tributato al portierone a fine gara mentre si cospargeva il capo di cenere chiedendo pubblicamente perdono – e di tutto l’ambiente. A questa Juve, adesso, servono due vittorie e, soprattutto, una trasfusione di sangue freddo. E Conte è l’unico donatore compatibile.



