Condivisi o meno, i verdetti emessi dagli organi competenti vanno rispettati: nessuno a parte la Juventus, nel mondo dello sport, continua a considerare propri dei titoli revocati.
E' meritata festa in casa Juventus dopo la conquista di quello Scudetto che, sul campo, non veniva festeggiato dal lontano 2006. Ieri, però, una nota stonata durante i festeggiamenti dei bianconeri c'è stata ed uno dei primi a sottolinearla è stato Arrigo Sacchi. Quelle bottiglie di champagne con il tricolore sul quale era indicato il numero 30, quella terza stella che, come ha ribadito Marotta, il prossimo anno farà capolino sulla maglia bianconera, quel 'Trenta' ribadito da più parti, sembrano segnali chiari di un ambiente che se ne infischia di regole e sentenze che, giuste o sbagliate che siano, devono invece essere rispettate.Senza voler entrare nei meriti dei giudizi espressi dagli organi competenti, gli Scudetti della Juventus - ad oggi - sono 28. Né uno in più, né uno in meno. Sono da applaudire le parole pronunciate ieri da Gigi Buffon che, stuzzicato a tal riguardo ha replicato: "Io ho vinto sul campo 5 Scudetti e la Juventus 30, ma a me ne sono stati assegnati 3 e alla Juventus 28. Poi, ognuno, faccia i calcoli che preferisce".
Insomma, Gigi quegli Scudetti li sente suoi, esattamente come tutti i giocatori che, in quei 2 anni, hanno trionfato sul campo e come tutti i tifosi bianconeri. Se però chi è stato chiamato a giudicare in merito, ha stabilito che i titoli del 2005 e del 2006 fossero stati inficiati da irregolarità, non ci si può arrogare il diritto di delegittimare sentenze e fare di testa propria.
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Ho vinto sul campo 5 titoli e la Juve 30, ma me ne sono stati dati 3 e alla Juve 28. Poi ognuno faccia i calcoli che preferisce - Gigi Buffon
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Ma se il comportamento dei vari Buffon, Nedved, Camoranesi o Del Piero è comunque comprensibile, fa sicuramente sorridere vedere Leonardo Bonucci (che nel 2006 militava nell'Inter) o Giuseppe Marotta (all'epoca direttore generale della Sampdoria) battersi affinché nessuno tocchi quei titoli conquistati sul campo. Ma da chi? Non certo da loro che con questa 'battaglia' sembrano cercare soltanto di accattivarsi le simpatie dei sostenitori bianconeri.
Nessuno osa entrare nei meriti giudiziari di una vicenda della quale si è già parlato fin troppo. Resta il fatto, però, che le istituzioni vadano rispettate e che dunque, per dirla con Sacchi, "questa arroganza non va bene". Le regole e le sentenze esistono per essere rispettate.
Stando al principio utilizzato adesso dalla Juventus, dopo le sentenze dell'estate del 2006, la 'Vecchia Signora' avrebbe dovuto rifiutarsi di prendere parte al campionato di Serie B, se tale verdetto fosse ritenuti ingiusti. E invece, pur ritenendosi vittima di una sentenza errata, la Juventus la accettò e, correttamente, scese in campo. Accettando di disputare il campionato cadetto, di fatto, la Juventus ha accettato che le venissero revocati i due titoli.
Adesso, allo stesso modo, dovrebbe continuare a difendere l'orgoglio e l'onore di quei 2 titoli ma accettare quanto stabilito da chi è chiamato a giudicare.
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Noi abbiamo vinto 30 scudetti sul campo. Quante stelle sulla prossima maglia? I tifosi avranno delle belle sorprese - Andrea Agnelli
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Quando un titolo, in qualunque disciplina sportiva, viene revocato, esso sparisce dalla bacheca del clubo dell'atleta in questione. L'Olympique Marsiglia, in Francia, si è visto revocare il titolo del 1992-93 e adesso, ovunque, persino sul sito ufficiale dell'OM, i titoli conquistati risultano essere 9, non certo 10. Perché così è stato deciso.
Il ciclista Alberto Contador ha vinto 1 Giro d'Italia e 2 Tour de France e non 2 Giri e 3 Tour perché due dei suoi 5 titoli gli sono stati revocati. Giusto o sbagliato? Non importa. I suoi trionfi nei Grandi Giri sono 3, non 5. E così via, potremmo portare tantissimi altri esempi: dallo Scudetto revocato al Torino alle medaglie sottratte all'atleta americana Marion Jones. Le storie di revoche sono tante e tutte con lo stesso finale. Se il titolo è revocato, è revocato. Stop.
E allora la Juventus si goda questo meritatissimo 28° Scudetto e si metta al lavoro per conquistare al più presto il suo 30° titolo. In quel caso, quella stella, nessuno potrà metterla in discussione. Quella che forse sarà presente sulle maglie bianconere il prossimo anno, sarà soltanto lo spunto per nuove ed ulteriori polemiche.



