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Il Barça travolge il Màlaga con “Torpedo” Messi, ma i blancos vincono il titolo al San Mamès e tornano sul tetto di Spagna dopo 4 anni.

Siamo giunti al termine, al capitolo che chiude questa Liga. Il Real Madrid torna campione dopo 4 anni e conquista la sua 32° Liga grazie al 3-0 rifilato all’Athletic Bilbao di Bielsa al San Mamès. Partita vibrante, con rigori, pali ed espulsioni ma che passerà alla storia soprattutto per i festeggiamenti con meno stile, più arroganza e più sbruffonaggine degli ultimi tempi.

Purtroppo eravamo abituati a vedere i blaugrana alzare trofei in Spagna ed in Europa con tanti sorrisi e poche polemiche: ieri, abbiamo “ammirato” Cristiano Ronaldo fare gesti provocatori in campo (il segno delle tre dita agli avversari, tre come i goal segnati dal Real ieri) e un bel gesto dell’ombrello a Javi Martìnez, già in abiti civili poiché espulso, a fine partita. Il problema è che il portoghese questi gesti li fa lontano dagli avversari e dirigendosi da altre parti, mai in faccia  al proprio rivale: in quel caso sarebbe interessante vedere le reazioni.

Ma questo ahinoi è lo stile Real, che seppur meritando ampiamente di esser capolista grazie ad un campionato impressionante, ha dovuto beneficiare anche ieri di favori (come il rigore negato al Bilbao sullo 0-1) per poter uscire indenne dalla Catedral, che non ha lesinato fischi  sonori al presidente blanco Pèrez reo di non aver voluto concedere il Bernabeu come teatro della finale di Copa del Rey tra Barça e Athletic. Un altro segno della “classe” merengue, più che discutibile.

COS'E' SUCCESSO – Il Barcellona ha fatto il suo andando a vincere ampiamente contro il Màlaga, forte della sua nuova terza posizione. Ma i conti li devi sempre fare con quello lì, quello da 68 goal in stagione che si chiama Leo Messi, tripletta e record di “Torpedo” Müller superato. Guardiola è stato acclamato a gran voce da tutto il pubblico nella penultima esibizione casalinga dei blaugrana:  nel 4-1 agli andalusi ci entrano pure due rigori definiti “dubbi”, ma il buon Pep è lesto a dichiarare che “in questa Liga sono successe moltissime cose che sono state nascoste grazie al nostro silenzio, ma sono successe” e che soprattutto “ci hanno dato due rigori, però non importa: ora è un po’ tardi” riferendosi ai tanti casi durante la stagione nei quali veniva atterrato un attaccante blaugrana in area senza che venisse fischiato nulla, come a Valencia all’andata eccetera eccetera. Un sassolino dalla scarpa che si è voluto togliere ora, a giochi fatti.

Il Valencia approfitta della sconfitta malagueña e si riprende la terza posizione con un sonante 4-0 maturato nei minuti finali della partita contro l’Osasuna. Il levante non ne approfitta e lascia i tre punti ad un Saragozza mai domo e voglioso di salvarsi, essendo però ancora a tre punti dalla quartultima che è diventata il Rayo. Eh già, perché il Villarreal coglie la vittoria più importante del suo campionato e va a vincere contro la diretta concorrente Sporting Gijòn fuori casa (2-3), con una prestazione finalmente degna del sottomarino giallo. L’Atlètico Madrid perde ogni speranza di raggiungere la Champions: nonostante gli stop di Màlaga e Levante riesce solo a pareggiare in casa con la Real Sociedad giocandosi l’ultima opportunità per il quarto posto.  Il derby di Siviglia va al Betis: la clamorosa vittoria al Sànchez Pizjuàn è firmata da Beñat con una doppietta su punizione che permette ai biancoverdi di scavalcar ei cugini e togliersi una gran bella soddisfazione.

IL TOP – Si può scegliere uno qualsiasi dei protagonisti madridisti per identificare il top di questa giornata, e sarebbe facile visto che hanno vinto per 3-0 nonché conquistato il titolo. Però, in questo infrasettimanale intenso, spicca ancora la stella di Messi, tre goal di cui uno entrando in porta con il pallone ai piedi, che lo lanciano a massimo marcatore europeo e recordman di reti in una sola stagione. Che altro aggiungere? Stavolta, nel giorno del trionfo Real, si prende la copertina lo stesso.

IL FLOP – Ma come si f aa perdere un’occasione così? Forti delle sconfitte maturate dalle dirette concorrenti e rinvigoriti dalla finale di Europa League che dovranno disputare a breve, i colchoneros di Simeone perdono l’opportunità più ghiotta della stagione per salire al quarto posto e dare battaglia fino alla fine per un biglietto per la prossima Champions. Niente da fare, il pari con i baschi della Real lascia l’Atlètico a meno cinque dal quarto posto e una speranza piccola così di arrivarci.  

LA SORPRESA – Una rimonta nel derby vinto al 92° è un qualcosa che tutti sognano. Al di là del fiume Guadalquivir festeggia solo il Betis, che con la doppietta del suo numero 10 recupera l’iniziale svantaggio firmato da Negredo e conquista un derby da sogno, appunto. Il Siviglia ha un debito con i suoi tifosi per un bel po’…

TOH CHI SI RIVEDE – Odion Ighalo, punta delle giovanili dell’Udinese prestato al Granada da tre stagioni, torna ad essere decisivo come lo è stato nelle due promozioni degli anni scorsi: una sua doppietta garantisce al Granada la salvezza matematica e da queste a parti verrà ricordato a lungo. 

LA CHICCA – Tornando sempre al derby andaluso, riguardatevi la punizione (la seconda) di Beñat allo scadere: tiro sotto la barriera, rasoterra, e portiere beffato. Vincere nel finale è bello, ma con una furbizia  del genere lo è ancor di più…

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